Maniaci dello stupore.

Ogni evento parte necessariamente dall’analisi della situazione attuale:
in che modo quello che ci viene richiesto aiuta a prendere migliori decisioni?
Come il nostro intervento migliora il clima di quel gruppo?
Qual è la singola cosa che -aldilà delle più buone intenzioni- potrebbe affossare il progetto?

Le risposte a queste domande ci guidano nella ricerca dell’elemento narrativo, della metafora, della tecnologia più adatta, un vero e proprio traghetto che accompagna i partecipanti in un terreno noto ma attraverso una porta inesplorata. La progettazione parte dalla necessità di creare stupore. Non fine a sé stesso, ma come principio cardine del processo di apprendimento. E di fianco, un sorriso, a volte una risata, ma per certo un sorriso: perché le cose serie possono essere prese con levità, perché il lavoro non deve essere solo sofferenza, perché se si sorride, si impara anche meglio.

Facile a dire ma è un lavoro complicato perché spesso il cambiamento si scontra con la paura dell’ignoto, con gli status quo, con la necessità di compiacere un potente. E parte un delicato lavoro di cesellatura, di adattamento, di negoziazione in cui ritocchiamo il progetto finché non veste perfettamente la situazione.

…e si va in scena.

Non tutti i nostri lavori sono “teatrali”. Video, progetti di formazione, eventi, teambuilding, possono usare strumenti e metafore diverse, per noi ogni evento è una messa in scena e l’evento è sempre e comunque una “Prima”. Che deve essere buona: un secondo take non è dato.